• La libertà si estende solo fino ai limiti della nostra coscienza. Carl Gustav Jung.

Alessandro Ferrante Bargnani

Alessandro Ferrante Bargnani - Consigliere

Mi chiamo Alessandro Bargnani, sono Piscologo e Psicoterapeuta. Il campo in cui mi sono specializzato è la Psicologia dello sport ed ora oltre alla professione dedico una parte molto soddisfacente alla ricerca, alla docenza ed al coordinamento di master di alta formazione in Psicologia dello Sport.

Dopo anni di lavori, ricerche e promozione del benessere sono arrivato a percepire la differenza fra la “difesa” (legittima e sacrosanta) del lavoro e la “diffusione” del lavoro (obiettivo più ambizioso e di lungo termine). Difendere la categoria significa per me affermare la bellezza e l’importanza sociale della nostra professione, significa lavorare affinchè gli psicologi riescano ad esprimere al massimo quel potenziale di competenze e possibilità che possono renderci protagonisti in molti campi.

Vorrei un Ordine che sappia ascoltare e recepire le esigenze degli iscritti, che sappia valorizzare le esperienze di ciascuno, che sia un punto di riferimento per i colleghi in difficoltà e per quelli che si propongono di aiutare la professione a crescere. Ad esempio, negli ultimi due anni ho collaborato con l’Ordine, grazie alla guida del Presidente Marco Nicolussi, per la promozione della figura dello psicologo dello sport. Oltre ad aver suscitato un grande interesse abbia creato uno spazio lavorativo importante per i colleghi.

Con l'Ordine proseguirò questo percorso, e fra le proposte c’è l’inserimento nelle società sportive la presenza di uno Psicologo amico, volto alla crescita del gruppo oltre che alla prevenzione del burn-Out del settore giovanile. Inoltre ritengo davvero importante promuovere l’istituzione, come avviene già in tutta Europa, America, Australia, di una presenza costante in Pronto soccorso di uno psicologo (progetto psicologo 0-24h): questo tipo di progetto ha portato ad una riduzione dei costi importanti della sanità e non di incrementi, perché le buone politiche sanitarie si fanno pensando prima di tutto di promuovere il benessere e non soltanto di agire sul disagio.