• La libertà si estende solo fino ai limiti della nostra coscienza. Carl Gustav Jung.

Tutela

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Esercizio Abusivo

Secondo l'articolo n.348 del Codice Penale, "Chiunque esercita una professione per la quale è richiesta una particolare abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da centotre euro a cinquecentosedici euro".

Ne conseguono alcune considerazioni:

  • la norma è universale, cioè rivolta a tutti
  • la professione oggetto di tutela, il cui esercizio configura reato penale, è soltanto quella per cui è richiesta una particolare abilitazione
  • l'abilitazione deve essere di carattere statale: i vari albi privati e non istituiti dallo stato non hanno alcuin valore legale.

L'articolo 348 CP può essere applicato soltanto se vi sono normative di carattere amministrativo (Leggi Ordinarie) che stabiliscano che una specifica attività professionale richiede l'abilitazione da parte dello Stato. Quindi, la prima domanda da porsi di fronte ad un professionista che ci offre una prestazione è se tale attività è regolata da una legge dello stato. In caso affermativo, se il profesisonista è in possesso dell'abilitazione ad esercitarla, che si consegue con un esame di stato. Il superamento dell'esame di Stato dà diritto all'iscrizione all'Albo, un elenco pubblico delle persone autorizzate ad esercitare una specifica attività. Se un professionista non figura nell'Albo specifico, non può esercitare la professione.

Abuso del Titolo

L'usuirpazione del titolo è un comportamento che consiste nell'usare pubblicamente un titolo per il quale è prevista una limitazione da parte dello stato.
I titoli di Psicologo e Psicoteraputa sono protetti e non possono essere utilizzati da persone che non sono iscritte all'albo degli psicologi o nelle liste degli psicoterapeuti degli albi degli psicologi o dei medici. E’ un illecito amministrativo: era un illecito penale (previsto e punito dall’art. 498 c.p.) oggi depenalizzato dall’art. 43 d.lg.vo 30/12/99, n.507.   Art. 498 Codice Penale | Chiunque abusivamente porta in pubblico la divisa o i segni distintivi di un ufficio o impiego pubblico, o di un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato [art. 348], ovvero indossa abusivamente in pubblico l'abito ecclesiastico, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da centocinquantaquattro euro a novecentoventinove euro. Alla stessa sanzione soggiace chi si arroga dignità o gradi accademici, titoli, decorazioni o altre pubbliche insegne onorifiche,  ovvero qualità inerenti ad alcuno degli uffici, impieghi o professioni, indicati nella disposizione precedente. Per le violazioni di cui al presente articolo si applica la sanzione amministrativa accessoria della pubblicazione del provvedimento che accerta le violazioni con le modalità stabilite dall'art. 36 e non è ammesso il pagamento in misura ridotta previsto dall'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (4). Art. 43 d.lg.vo 30/12/99, n.507 |Modifica dell'articolo 498 del codice penale, in tema di usurpazione di titoli e di onori
1. L'articolo 498 del codice penale e' cosi' modificato:

  • a) nel primo comma le parole "e' punito con la multa da lire duecentomila a due milioni" sono sostituite dalle seguenti: "e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da lire trecentomila a un milione ottocentomila"
  • b) nel secondo comma le parole "Alla stessa pena" sono sostituite dalle seguenti: "Alla stessa sanzione"
  • c) il terzo comma e' sostituito dal seguente:

"Per le violazioni di cui al presente articolo si applica la sanzione amministrativa accessoria della pubblicazione del provvedimento che accerta la violazione con le modalita' stabilite dall'articolo 36 e non e' ammesso il pagamento in misura ridotta previsto dall'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689".

Segni dell'Esercizio Abusivo

La professione di psicologo ha un riconoscimento sociale e legale, e richiede una lunga formazione teorica e pratica. Alcune persone possono avere interesse ad esercitare attività simili a quelle dello psicologo pur non avendone le competenze, perchè non hanno dedicato alla loro preparazione gli anni necessari oppure non conoscono le delicate problematiche della professione.

Se vi siete rivolti ad una persona che vi ha promesso un aiuto per affrontare problematiche di tipo psicologico, di relazione, di coppia, di sviluppo dei figli, e in generale avete affrontato temi legati al comportamento, all'affettività, ai sentimenti, potete facilmente verificare se sia uno psicologo attraverso l'apposita finestra di ricerca presente in ogni pagina di questo sito. Se la persona non risulta iscritta, potete controllare sul sito dell'Ordine Nazionale Psicologi se è registrata in albi di altre regioni italiane.

Se la persona a cui vi siete rivolti...

  • non fornisce informazioni sulla propria iscrizione all'Ordine, oppure fornisce spiegazioni non convincenti (deve ancora iscriversi, l'Ordine sta valutando, non si iscrive per motivi previdenziali, è in pensione, non serve essere psicologi per aiutare le persone, etc. etc.);
  • Vi propone di vedersi in luoghi pubblici, o in stanze non adibite a studio;
  • Intrattiene con voi forme di relazione non professionale (cene, proposte di lavoro, attività ricreative, etc.) o vi fa proposte sessuali; - Vi coinvolge in pratiche che vi appaiono peculiari e non vi convincono pienamente;
  • Emette ricevute senza la dicitura "psicologo" e l'esenzione IVA per prestazione sanitaria;
  • Usa titoli diversi da "psicologo" e "psicoterapeuta", come ad esempio il generico "Consulente" (o "Counsellor" in lingua inglese), oppure titoli come "Pedagogista", "Psicopedagogista", "Coach", "Trainer", ma di fatto vi coinvolge in attività che riguardano la vostra vita psichica, i vostri problemi personali e di relazione, il vostro comportamento.

...potreste essere di fronte ad un esercizio abusivo della professione.

Questa attività, oltre ad essere penalmente perseguibile, espone il cittadino a diversi rischi:

    •    Il rischio di ricevere assistenza inadeguata o sbagliata, mantenendo o peggiorando la situazione che ha spinto a rivolgersi ad un aiuto professionale

    •    Il rischio che le informazioni personali fornite durante gli incontri vengano indebitamente divulgate: infatti, mentee lo psicologo e i professionisti in genere sono strettamente tenuti al segreto professionale e ne conoscono approfonditamente l'applicazione, una persona senza competenza potrebbe divulgare a terzi le informazioni personali che gli avete fornito.

    •    Il rischio di non potersi difendere: prima e oltre alla giustizia ordinaria, che ha tempi e costi importanti, gli psicologi debbono rispondere dei loro atti professionali al giudizio deontologico, che è una forma di giudizio interno alla comunità professionale degli psicologi, volto a vigilare sull'operato dei colleghi al fine di garantire un livello qualitativamente elevato nelle prestazioni.

Casi in sui interviene l'Ordine

L'ordine può intervenire su notizia oppure segnalazione scritta di fatti che possono ragionevolmente far sospettare che una persona stia esercitando abusivamente la professione, oppure stia utilizzando il titolo di psiocologo o psicoterapeuta senza esserlo.
In questi casi, l'Ordine agisce nel contesto della funzione che gli è attribuita dalla Legge 56/89, e non può esimersi dall'azione di tutela.
Le azioni possibili vanno dall'approfondimento della situazione segnalata, all'invio di comunicazioni di avviso ai soggetti interessati, fino alla segnalazione dei fatti alla Procura della Repubblica competente.