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 Deontologia

Obiettivi ed attività

La Commissione si è insediata il 3 marzo 2006 ed ha eletto come coordinatore Paolo Michielin.

Tra i primi impegni assunti, la Commissione si è organizzata per rispondere alle molte richieste di consigli e di pareri che, per iscritto o più spesso per telefono, arrivano all’Ordine e che sono in genere formulate da iscritti. A tale scopo, l’iscritto può ottenere semplici chiarimenti dal personale dell’Ordine o, per questioni più complesse o nuove, parlare direttamente con il coordinatore, che è disponibile al telefono al mercoledì dalle 12.30 alle 14.00.

Inizialmente, la commissione ha dovuto prendere in esame le segnalazioni di possibili trasgressioni al Codice Deontologico, quasi tutte inviate da utenti e alcune risalenti ai primi mesi del 2005; inoltre, vi erano alcuni procedimenti sospesi in attesa dell’esito dei processi penali in corso per gli stessi fatti.

La prassi prevede, che quando, dall’esame della segnalazione, la Commissione conclude che, in modo evidente, non risulta alcuna trasgressione deontologica e che il comportamento del collega può essere considerato adeguato e corretto, propone al Consiglio l’archiviazione della segnalazione.
In caso contrario, si invia al collega segnalato una lettera in cui lo si informa della segnalazione, allegata in copia, e gli chiede di addurre spiegazioni e controdeduzioni.
Sulla base di queste spiegazioni e, se necessario, di successivi incontri di approfondimento con il collega, la Commissione decide  se proporre al Consiglio l’archiviazione della segnalazione o l’apertura di un procedimento disciplinare.

Alcune delle questioni affrontate dalla  Commissione riguardano temi di competenza anche della Commissione Tutela della  Professione (ad es. la possibilità e i limiti di certificazione psicologica) e si è, dunque, sentita la necessità di avviare una proficua collaborazione.
La maggior parte delle segnalazioni riguardano possibili scorrettezze commesse nel corso di attività peritali, soprattutto per l’affido dei figli in caso di separazione o di divorzio e, anche per questo, il Consiglio ha pensato all’istituzione di un Gruppo di Lavoro di Psicologia Giuridica che svolga, nello specifico ambito, le attività conoscitive, di informazione, promozione e indirizzo che la Commissione Deontologia non può svolgere.
Le segnalazioni più gravi riguardano, invece, mancanze riferite all’art. 28 che vieta le commistioni tra il ruolo professionale e la vita privata e, in particolare, il fatto di intrattenere con il cliente relazioni di natura affettivo-sentimentale, e le violazioni del segreto  professionale.

I mutamenti normativi in corso, fondamentali  per la nostra professione, mettono in luce la funzione deontologica svolta dall’Ordine Professionale a garanzia del  rispetto dell’utenza, nonché di tutela della propria immagine professionale.
Allo scopo di fornire al Consiglio una maggiore conoscenza dei principali aspetti giuridico-amministrativi, anche di carattere procedurale, connessi all’esercizio della funzione deontologica da parte degli Ordini professionali, nei primi giorni di ottobre alcuni consiglieri e una dipendente del nostro Ordine hanno partecipato ad un corso di formazione ed aggiornamento sulla “Deontologia professionale e procedimento disciplinare”.