Festival della Psicologia 2026

La psicologia delle relazioni che ci attraversano

Due giorni di incontri aperti a tutti in tre città del Veneto per esplorare insieme come la psicologia entra nella vita di ogni giorno: nel rapporto con noi stessi, nei legami che costruiamo e nel mondo che abitiamo.

Un solo filo rosso, tre punti di vista. Si può seguire una città o attraversarle tutte.

Scopri gli eventi del festival e passaparola condividendo questo link!

Iscriviti subito
10–11 ottobre 2026 Padova · Treviso · Verona
Ingresso gratuito Aperto a tutta la cittadinanza, fino a esaurimento posti.

Sabato 10 ottobre

Università di Padova, Aula Nievo, Palazzo del Bo, Via VIII Febbraio n.2

9:30–10:00Apertura e saluti istituzionali
10:00–11:20 Identità e violenza. Parole autoritarie e parole democratiche Modera: Chiara Usai (Consigliera OPPV) · Interviene: Adriano Zamperini

La lingua non solo crea e pensa per l'individuo, ma guida anche il suo sentire: la mobilitazione del discorso è un mezzo di mobilitazione della coscienza. Il costante richiamo alla differenza dell'altro non è che la manifestazione di un rifiuto delle differenze, e non è casuale che il mito dell'identità minacciata sia una delle strategie più usate dal nazionalismo autoritario.

Questi temi saranno occasione per riflettere sul nostro linguaggio e sul suo uso sociale e quotidiano, affinché ognuno possa avere cura delle parole nel rispetto dell'altro.

11:30–13:00 Self-care, coaching, crescita personale: cosa è psicologia e cosa no? Modera: Christopher Cossovel · Interviene: Gennaro Romagnoli

Quando la psicologia diventa mainstream e smettiamo di riconoscerla. La psicologia non è mai stata così presente nelle nostre vite. Parliamo di traumi, proiezioni, rimozione, bias cognitivi, dopamina e stili di attaccamento. Concetti un tempo confinati nei libri e nelle università sono entrati nei romanzi, nei film e, oggi, nei social network. Ma conoscere le parole della psicologia significa davvero conoscere la psicologia? La crescente familiarità con questi temi può generare una paradossale illusione di conoscenza: abbiamo l'impressione di comprendere fenomeni complessi perché ne incontriamo continuamente versioni semplificate, condensate in un video di pochi secondi o trasformate in un consiglio di crescita personale. In questo incontro esploreremo il sottile confine tra divulgazione psicologica, self-care, coaching e cosa no. Ma senza limitarci a puntare il dito contro guru e comunicatori improvvisati.

La psicologia dovrà anche interrogarsi sulla propria capacità di comunicare e di rendere accessibile il sapere che produce. Come possiamo riconoscere una buona divulgazione psicologica? Quali segnali distinguono chi utilizza il metodo scientifico da chi usa la scienza soltanto per confermare le proprie idee? E soprattutto: gli psicologi sono pronti a riconquistare uno spazio culturale che, forse, hanno lasciato troppo a lungo ad altri?

15:00–16:20 Chi può permettersi di dirlo? Dal coming out all'inviting in nei contesti di vita Modera: Christopher Cossovel · Intervengono: Silvia Pasqualin, Marina Miscioscia, Matteo Pillon

Il coming out e l'inviting in sono processi intrecciati alle relazioni, ai contesti di vita e al clima sociale in cui le persone vivono. Attraverso prospettive cliniche e psicosociali, l'incontro esplora il lavoro psicologico con le persone LGBTQIA+, il percorso di condivisione con la famiglia, il sostegno ad adolescenti, giovani adulti e adulti, e l'impatto del minority stress sul benessere psicologico.

Un'occasione per riflettere su quali condizioni rendano possibile raccontarsi in modo autentico, e su quale ruolo possano avere famiglie, professionisti e comunità nel promuovere contesti più sicuri e inclusivi.

16:30–18:00 Riscrivere la sessualità: dal dolore genito-pelvico a forme di piacere alternative Modera: Sara Sopracolle · Interviene: Jeffrey Wade Kiesner, Ilaria Martinelli, Veronica Neri, Anna Clara Prade – per Padova Sex Lab

La narrazione comune tende a ridurre il rapporto sessuale quasi esclusivamente all'atto penetrativo. Quando subentra una condizione di dolore cronico come la vulvodinia, questa visione rigida può generare insoddisfazione, compromettendo la sessualità e l'intimità di chi soffre di dolore genito-pelvico. E se il piacere andasse oltre la genitalità?

L'intervento approfondisce dapprima le caratteristiche del dolore genito-pelvico e il suo impatto sulla sfera intima, per poi esplorare - anche mettendo in discussione i falsi miti sulla penetrazione - forme di piacere alternative, per ampliare e ripensare gli script sessuali tradizionali.

Domenica 11 ottobre

Università di Padova, Aula Nievo, Palazzo del Bo, Via VIII Febbraio n.2

10:00–11:20 Riconoscersi nel cambiamento: corpo, identità e resilienza psicologica Modera: Valentina Giuli · Intervengono: Maria Caterina Pugliese – Associazione Parent Project APS · Marica Carrillo – AISM Padova

Cosa succede quando il nostro corpo cambia? Come cambia il modo di percepirci, di vivere la quotidianità e di immaginare il futuro? L'incontro propone una riflessione sul rapporto tra corpo, identità e benessere psicologico nelle persone che convivono con patologie neurologiche e neuromuscolari, come la sclerosi multipla e le distrofie muscolari.

Attraverso il tema della resilienza, si parlerà di come affrontare i cambiamenti e i nuovi equilibri che emergono nel percorso di convivenza con la malattia, considerando la persona nella sua complessità e nella continuità della propria storia.

11:30–13:00 Identità e algoritmi: chi sei quando la tecnologia decide per te? Modera: Christopher Cossovel · Interviene: Luca Pezzullo (Presidente OPPV)

L'arrivo dell'intelligenza artificiale generativa sta trasformando il nostro modo di pensare, lavorare, comunicare e prendere decisioni. Cosa succede nella nostra mente quando ci affidiamo a queste tecnologie, e come cambia il rapporto con noi stessi quando una macchina sembra comprenderci, anticiparci o persino sostituirci?

L'incontro esplora i principali processi psicologici coinvolti nell'interazione con l'IA generativa: fiducia e affidamento cognitivo, delega delle decisioni, attribuzione di intenzionalità alle macchine, costruzione dell'identità digitale e rischio di esternalizzazione del pensiero.

15:00–16:20 Bias, illusioni e autoinganno: come la mente ci mente Modera: Valentina Giuli · Interviene: Marta Caserotti

Siamo convinti di prendere decisioni razionali e di interpretare la realtà in modo oggettivo. Eppure la nostra mente ricorre continuamente a scorciatoie cognitive che, se da un lato rendono il pensiero più rapido, dall'altro possono portarci a errori di giudizio, illusioni e forme di autoinganno.

Attraverso esempi tratti dalla vita quotidiana e risultati della ricerca in psicologia delle decisioni, l'intervento accompagna il pubblico alla scoperta dei principali bias cognitivi, per sviluppare uno sguardo più critico sulle proprie intuizioni.

16:30–18:00 La psicologia dello sport tra identità, corpo e mente Modera: Michela Minute · Intervengono: Francesca Stecchi (Consigliera Segretario OPPV), Erika Mestriner, Elena Graffi Brunoro, Marco Gazzola, Silvia Ferri

L'intervento illustra la complessità e la multidimensionalità della figura dello psicologo dello sport, tra ambiti di intervento e contributo al benessere della persona e alla prestazione. Dopo una sessione introduttiva sulla disciplina, quattro moduli tematici approfondiranno il dualismo identitario tra persona e atleta, i disturbi alimentari e l'immagine corporea, il contributo delle neuroscienze e alcune tecniche proprie della psicologia dello sport.

Teatro Ruzante, Riviera Tito Livio n.45

20:00 Una casa molto carina Di: Andrea Pennacchi, Maria Virgillito · Conferenza-spettacolo
Registrati qui
Treviso

Noi

Iscriviti qui

Sabato 10 ottobre

Museo Luigi Bailo, Sala "V. Zanini", Borgo Cavour n.24

10:00–11:20 L'amicizia: spazio di equilibrio tra dipendenza e autonomia Modera: Valentina Giuli · Interviene: Cristina Marogna

Quali sono gli elementi che ci fanno sentire attrazione verso qualcuno e repulsione verso qualcun altro? Come due elementi chimici si combinano preferibilmente con altri specifici elementi, anche gli esseri umani sembrano mossi da forze che sfuggono alla razionalità utilitaristica.

L'amicizia può farci scoprire, grazie all'incontro con l'Altro, parti di noi che ancora non conosciamo?

11:30–13:00 La relazione tra genitori e figli oggi: come può la psicologia accostarsi alle famiglie per accompagnarle in un'evoluzione sana e consapevole Modera: Michela Minute · Interviene: Manuela Fili

In un presente segnato da una cornice storica e culturale complessa, le famiglie attraversano una crisi nei modelli relazionali ed educativi e manifestano il bisogno di aiuto per comprendere sé stesse lungo i cambiamenti della società.

La psicologia, in studio e sul territorio, può aiutare genitori che oscillano tra iper-controllo e assenza, e figli che fluttuano tra desiderio di autonomia e bisogno di contenimento.

15:00–16:20 Attaccamento: il codice invisibile delle relazioni adulte Modera: Michela Minute · Interviene: Alessandra Simonelli (Consigliera OPPV)

L'attaccamento è il filo invisibile che influenza il modo in cui costruiamo, viviamo e affrontiamo le relazioni adulte. L'intervento offre una panoramica della teoria dell'attaccamento e dei principali stili relazionali, mostrando come le esperienze precoci si riflettano nei legami affettivi, nella comunicazione e nella gestione delle emozioni.

Uno spazio di riflessione per comprendere meglio sé stessi e promuovere relazioni più consapevoli e sicure.

16:30–18:00 Fianco a fianco. Laboratorio per riconoscere e affrontare la violenza nelle relazioni intime Modera: Evelina Barbanti · Intervengono: Laura Sartori, Claudia Stefani – Cooperativa Laesse

Per affrontare la violenza, le donne necessitano di un porto sicuro in cui rifugiarsi ma anche di una comunità sensibile che sappia creare vicinanza. "Fianco a Fianco" è un momento di confronto e dialogo strutturato con e tra i partecipanti, per comprendere i vissuti di chi attraversa una situazione di violenza, riconoscere i campanelli d'allarme di una relazione maltrattante e acquisire modalità relazionali utili al sostegno delle donne.

Domenica 11 ottobre

Museo Luigi Bailo, Sala "V. Zanini", Borgo Cavour n.24

10:00–11:20 Lavorare bene insieme, istruzioni per l'uso: la psicologia del lavoro in pratica Modera: Monica Dimonte (Consigliera OPPV) · Intervengono: Andrea Petromilli, Paolo Angelini, Elena Padovan, Alessandro Zabotto, Francesca Rinco, Sergio Cassella

Un incontro interattivo ed esperienziale, per far comprendere i possibili interventi della psicologia del lavoro nel favorire il benessere personale e organizzativo nei luoghi di lavoro. L'obiettivo è far sperimentare ai partecipanti alcune dinamiche tipiche dei contesti lavorativi, usando l'esperienza come punto di partenza per illustrare il valore specifico della disciplina.

11:30–13:00 Dalla frattura alla trasformazione: il conflitto come opportunità di crescita personale e relazionale Modera: Edoardo Simula · Interviene: Federica Marabini

Il conflitto è spesso percepito come segnale di rottura, come minaccia da evitare o risolvere il più rapidamente possibile. Questa lettura rischia di oscurarne la funzione generativa ed evolutiva: il conflitto non è di per sé patologico, ma il terreno in cui istanze diverse si incontrano, si scontrano e si scambiano.

A determinare l'esito non è la presenza del conflitto in sé, ma la qualità degli strumenti cognitivi, emotivi, relazionali e comunicativi di cui disponiamo per attraversarlo. Il tema viene affrontato intrecciando riflessione teorica, dibattito con il pubblico e brevi estratti filmici, negli ambiti amicale, familiare, lavorativo e sociale.

15:00–16:20 Sotto gli occhi di tutti: stereotipi di genere, relazioni e social media Modera: Edoardo Simula · Intervengono: Federica Sandi (Vicepresidente OPPV), Manuela Pinducciu

Come si costruiscono oggi le relazioni tra adolescenti? Che ruolo hanno social media e stereotipi di genere? Attraverso un corto ideato e realizzato da studentesse e studenti di quattro istituti di Padova, il workshop offre uno spazio di confronto a partire dalle voci delle ragazze e dei ragazzi, per chi desidera comprendere meglio le sfide relazionali delle nuove generazioni.

16:30–18:00 In una stanza piena di gente: il paradosso della solitudine giovanile Modera: Sara Sopracolle · Intervengono: Giada Fratantonio, Beatrice Folin – ODV Telefono Amico Padova

Siamo l'epoca più connessa di sempre, eppure sempre più adolescenti e giovani adulti si sentono soli. Non è solo stare da soli in uno spazio fisico: è la sensazione di non essere visti, capiti abbastanza. In questo incontro cercheremo di capire insieme la differenza tra solitudine, isolamento e ritiro sociale, perché il mondo giovanile ne è particolarmente colpito e quali segnali possiamo cogliere come genitori, insegnanti e cittadini.

Racconteremo cosa può fare la psicologia in questo scenario: non solo come intervento quando il disagio è già forte, ma come strumento di prevenzione, ascolto e costruzione di legami più autentici, a scuola, in famiglia e nella comunità. Un momento di riflessione e dialogo aperto, per trasformare la solitudine da problema privato a responsabilità condivisa.

Verona

Il mondo

Prenota il tuo posto

Sabato 10 ottobre

Università di Verona, Aula SPA (Silos di Ponente), Via Cantarane n.24

10:00–11:20 Il mondo che ci attraversa. Dalla natura che rigenera alle azioni che proteggono Modera: Michele Orlando (Consigliere OPPV) · Intervengono: Margherita Brondino, Margherita Pasini, Elisa Menardo

Il mondo entra nella nostra vita attraverso i luoghi che abitiamo, ciò che percepiamo, il corpo, le emozioni, l'attenzione e il benessere. La ricerca mostra come il contatto con la natura e con ambienti rigenerativi possa sostenere il recupero psicofisico e trasformare il nostro modo di sentirci parte del mondo.

Da qui una domanda aperta: può l'esperienza di una natura che ci rigenera favorire anche una maggiore attenzione e responsabilità verso l'ambiente che abitiamo?

11:30–13:00 Nudge. L'economia comportamentale tra "spinta gentile" e manipolazione Modera: Michele Orlando (Consigliere OPPV) · Interviene: Luca Zarri

Ogni giorno prendiamo numerose decisioni che consideriamo pienamente autonome. Ma quanto sono davvero libere? L'economia comportamentale studia strumenti, come i nudge, capaci di favorire comportamenti più salutari, sostenibili e sicuri modificando l'ambiente decisionale, senza imporre obblighi o divieti.

Esiste però anche un lato oscuro dell'architettura della scelta: dark pattern e design digitale possono sfruttare gli stessi principi per manipolare l'attenzione o favorire comportamenti indesiderati. L'incontro offre una panoramica di opportunità e rischi, online e offline, nella vita quotidiana.

Sala Farinati, Biblioteca Civica di Verona (Comune di Verona), Via Cappello n.43

15:00–16:20 Guerre lontane, rabbia vicina: l'impatto psicologico dei conflitti a distanza Modera: Elisa Evangelista · Interviene: Barbara Mazzardis (Consigliera OPPV)

Negli ultimi anni la percezione di essere circondati da conflitti armati sempre più esasperati è in aumento. L'impatto della guerra, anche se geograficamente lontana, influisce profondamente sul tessuto delle relazioni sociali quotidiane.

Analizzeremo come l'esposizione costante a notizie di violenza e conflitti accresca, nella vita di tutti i giorni, un clima di tensione, rabbia, intolleranza e angoscia, e quali meccanismi amplifichino le fratture nei rapporti interpersonali - proponendo alcune strategie per ricostruire un clima relazionale più pacifico.

16:30–18:00 Psicologia ambientale: come gli spazi influenzano il nostro benessere Modera: Elisa Evangelista · Intervengono: Doris Alberti - Architetto Studio Progetto Habitat, Lia Farina

Ogni ambiente che abitiamo comunica con noi: gli spazi in cui viviamo, impariamo e lavoriamo influenzano il nostro benessere, la concentrazione, le emozioni e le relazioni. Durante l'incontro scopriremo come la progettazione degli spazi possa migliorare la qualità della nostra vita, attraverso una panoramica generale, il racconto di un caso di studio a livello scolastico e un piccolo laboratorio interattivo su come migliorare da subito i propri spazi.

Domenica 11 ottobre

Istituto Lavinia Mondin, Via della Valverde n.19

10:00–11:20 Psicologia dell'emergenza: intervenire quando il mondo crolla Modera: Elisa Evangelista · Interviene: Giulio Mazzocco

Quando un'alluvione allaga le case del Veneto, quando la terra trema o un'intera comunità si ritrova chiusa in casa per una pandemia, non crolla solo qualcosa di materiale: crolla il senso di sicurezza condiviso di un intero territorio. È qui che entra in gioco lo psicologo dell'emergenza, una figura che lavora fianco a fianco con la Protezione Civile nei momenti in cui centinaia o migliaia di persone vivono contemporaneamente la stessa crisi. Non è terapia individuale: è presenza sul campo, nei centri di accoglienza, nelle tende, nelle piazze svuotate, per aiutare le comunità a non disgregarsi mentre il territorio si riorganizza. Significa ascoltare la paura collettiva senza alimentarla, sostenere chi coordina i soccorsi, facilitare la comunicazione tra istituzioni e cittadini spaventati.

Le alluvioni che hanno colpito il Veneto negli ultimi anni, insieme all'esperienza della pandemia, hanno mostrato quanto questa competenza sia oggi indispensabile: una delle aree più concrete e meno conosciute della psicologia non clinica, dove metodo e umanità devono camminare insieme per tenere in piedi, letteralmente, il mondo di una comunità.

11:30–13:00 Migrare: psicologia dello sradicamento e del nuovo inizio Modera: Elisa Evangelista · Interviene: Corinna Venturini

Che cosa significa migrare? Le parole che abbiamo a disposizione per raccontare la migrazione, molto spesso, sono etichette verbali utili a stabilire chi ha diritto a che cosa, e dell'esperienza personale di chi migra non raccontano nulla. Non per questo sono neutre: le categorie con cui si nomina l'umano non rispecchiano un mondo già dato, ma partecipano a costruirlo.

Migrare può comportare la perdita non solo dei legami e della posizione sociale, ma anche delle regolarità che rendevano prevedibile la vita; nei contesti interculturali queste anticipazioni possono essere invalidate più frequentemente e in modo più pervasivo di quanto accada all'interno di una sola cultura. La migrazione, quindi, non coincide solo con il viaggio: continua dopo l'arrivo, dove la persona si trova a costruire la propria identità e le proprie relazioni in un contesto culturale diverso.

È dalla relazione fra chi migra e la comunità accogliente che dipendono le possibilità di negoziare significati condivisi e di ricostruire il proprio ruolo. L'intervento si chiude sulle condizioni che possono favorire una terza possibilità, oltre l'accondiscendere ai valori altrui o il mantenere ostinatamente i propri: uno spazio in cui sperimentare le proprie idee e conoscenze su di sé e sul mondo senza doverle né abbandonare né difendere, per incontrarsi come persone e non come categorie, e da lì co-costruire nuovi significati condivisi.

15:00–16:20 Collegare i puntini: perché sul clima le decisioni collettive non sempre producono l'effetto sperato Modera: Chiara Usai (Consigliera OPPV) · Interviene: Enrico Rubaltelli

Perché, pur sapendo che il cambiamento climatico richiede interventi urgenti, continuiamo a muoverci troppo lentamente? La risposta non dipende solo dalla disponibilità di informazioni o dagli interessi economici: le nostre decisioni sono influenzate anche dai gruppi a cui apparteniamo, dalla polarizzazione politica e da ciò che crediamo pensino gli altri.

Spesso sottostimiamo quante persone, nel nostro stesso gruppo, la pensino diversamente - un fenomeno noto come ignoranza pluralistica. Attraverso esempi e risultati di ricerca, l'intervento mostra perché le dinamiche psicologiche collettive producono immobilità e quali leve possono aiutarci a decidere meglio insieme.

16:30–18:00 Crescere insieme: quando la comunità diventa una risorsa Modera: Chiara Usai (Consigliera OPPV) · Intervengono: Giulia Piovan, Federica Bruno – Caritas Diocesana di Padova

Cosa significa, oggi, essere comunità? Come può la psicologia aiutarci ad affrontare insieme le sfide della quotidianità? Attraverso attività interattive ispirate al progetto "Io speriamo che me la cavo" della Caritas Diocesana di Padova, si esplora come il lavoro di comunità contribuisca a contrastare le povertà educative e a trasformare i quartieri in contesti in cui bambine e bambini possano esprimersi, crescere e sviluppare il proprio potenziale.

Teatro SS. Trinità, Via Santissima Trinità n.8

19:30 IO, NOI, IL MOSTRO. Alla scoperta dei Mostri che ci proteggono, ci (de)limitano e ci aiutano a stare nel mondo Di: (Talk) Roberta Guzzardi e Compagnia Nazionale di Improvvisazione · Spettacolo teatrale

Cosa ci dicono le parti di noi che non vogliamo ascoltare. Tutti abbiamo una parte di noi che ci inquieta e che vorremmo solo zittire. Roberta Guzzardi la chiama "Mostro" e la disegna da quando aveva sedici anni: prima come una figura oscura che la schiacciava, oggi come una presenza amichevole al suo fianco.

Tra vignette, storie ed esperimenti con il pubblico, l'intervento è un viaggio in tre tempi: dall'io al noi, fino al Mostro. Per scoprire che le parti di noi che ci spaventano di più potrebbero custodire proprio i nostri talenti più profondi.

Riserva il tuo posto

Il pieghevole del Festival

Sfoglia il programma completo e scaricalo per condividerlo.

Caricamento dell'anteprima…

Scarica il pieghevole (PDF)