Gli esperti rispondono

Il consenso informato a cura della Commissione Deontologia nelle prestazioni psicologiche a distanza

Consenso informato e gestione dei dati personali, preventivo di massima, nell’intervento psicologico a distanza.

L’emergenza coronavirus ha dato un forte impulso alla comunicazione per via telefonica e telematica a tutti i livelli, compreso quello relativo all’intervento psicologico. Malgrado la situazione emergenziale si raccomanda però il rispetto dei principi deontologici vincolanti per tutti gli iscritti all’Albo degli psicologi” (art. 1 C.D.), che sono a tutela sia dell’utente/cliente che accede all’intervento, sia del professionista stesso che lo eroga.

I principi del Codice Deontologico valgono anche per l’intervento sviluppato in forma telefonica o telematica. Infatti è sempre nel primo articolo del Codice Deontologico che si afferma che “Le stesse regole si applicano anche nei casi in cui le prestazioni, o parti di esse, vengano effettuate a distanza, via Internet o con qualunque altro mezzo elettronico e/o telematico.Si rimanda al documento prodotto da questa medesima Commissione “Indicazioni deontologiche e raccomandazioni sulle prestazioni psicologiche a distanza” per un approfondimento dell’argomento.

Si ricorda in particolare che “nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso informato della persona interessata” (art. 24 C. D.; art. 1, comma primo L. 219/2017 – c.d. Legge DAT).

In base allart. 11 e l’art. 17 C.D. ed ai sensi del Regolamento UE 2016/679 è inoltre imposto al professionista psicologo di garantire il segreto professionale e la riservatezza dei dati relativi al proprio utente/cliente.

Di seguito il documento completo: