Cara Collega, caro Collega,
sono in discussione in questo momento le schede di dotazione ospedaliere e territoriali della Regione Veneto, atto conseguente all'approvazione del nuovo Piano Socio-Sanitario.
Desidero in primo luogo ringraziare i numerosi colleghi esperti della Sanità pubblica che hanno affiancato in questi mesi il Consiglio dell’Ordine, grazie ai quali è stato possibile produrre un documento che ha portato alla revisione e al miglioramento, almeno per quanto riguarda la Psicologia, di significative parti del Piano Socio-Sanitario.
Nel Piano è riconosciuto alla Psicologia, anche a fronte degli emendamenti da noi presentati, un ruolo strategico in contesti come la cura, l’elaborazione del lutto, il pronto soccorso pediatrico, la violenza di genere, i programmi di dimissione e presa in carico, l’integrazione ospedale-territorio.
L’ambito nel quale ci era dato di operare, in quanto Ente che rappresenta una categoria professionale, era quello delle osservazioni e posso dire che siamo soddisfatti che un lavoro corale abbia prodotto a livello legislativo dei miglioramenti. Siamo stati ascoltati come non era successo in passato, segno che l’attenzione nei confronti della nostra comunità professionale e il lavoro condiviso hanno portato un significativo innalzamento della qualità della nostra presenza in Regione.
Siamo consapevoli, ovviamente, che la leva tramite cui si assicura un servizio è quella del personale e cercheremo di fare la nostra parte anche su questo fronte di assoluta priorità.
Entrando nel merito della discussione all'ordine del giorno sulle schede ospedaliere e territoriali, quelle che per intenderci definiscono operatività e strutture necessarie per raggiungere gli obiettivi del Piano, ci siamo mobilitati, anche a seguito di una condivisione con l’AUPI, per chiedere un incontro all'Assessore alla Sanità con riferimento alle Unità Operative di Psicologia Clinica Ospedaliera. Queste strutture negli ultimi anni sono state nello staff della Direzione Medica ospedaliera, lavorando così in maniera trasversale a tutti i Dipartimenti. Non vogliamo che tale impostazione cambi facendo dei passi indietro, soprattutto in virtù dei risultati ottenuti dai colleghi in questi anni a beneficio della cittadinanza e dell’organizzazione sanitaria.
Ti saluto e ti auguro buon lavoro.

Il Presidente
Alessandro De Carlo