Rassegna Stampa

“Curare subito le sofferenze di ogni giorno”

Caduto un tabù culturale: sì allo psicologo di base

Il Gazzettino – Osservatorio Nordest

Significa “tutto e niente”, è “un cappello” e un termine che lascia intendere diverse accezioni come ricorda dello psicologo di base Luca Pezzullo, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Veneto.

Chi rappresenta?

“Uno psicologo di prossimità territoriale, accessibile alla cittadinanza sia attraverso i distretti sanitari o i consultori sia interventi di vicinanza di natura più psicologica. Varie regioni hanno finanziato iniziative di questo tipo: in alcuni casi rivolte a famiglie con maggiore vulnerabilità sociale, in altri inserendo le figure in Case di Comunità, potenziando il personale nei consultori o distretti: diversi modelli organizzativi per portare lo psicologo più vicino al cittadino ed evitare che una fase di disagio evolva verso forme sociopatologiche”.

C’è bisogno?

“Da un paio di anni si riscontra un forte aumento della domanda: legato al Covid come all’emergenza di fragilità sociali pregresse. Dopo la pandemia è più leggero parlare della propria sofferenza emotiva, e come Ordine abbiamo notato una maggiore sensibilità nelle decisioni politiche, per esempio con il “bonus”. Lo psicologo di base nelle sue varianti è sostenuto da regioni o enti locali: l’Emilia Romagna ha messo 23 milioni di euro, il Lazio dieci, tre la Campania, mentre in Veneto il Consiglio regionale ha approvato una mozione pochi mesi fa, ma è un impegno politico che non prevede uno stanziamento”.

Che cosa fa rispetto al medico? 

“Una prima analisi, una consulenza sulle dinamiche personali e familiari disfunzionali in forma di sostegno psicologico diretto per definire le risorse e affrontare le difficoltà. L’obiettivo è prendersi cura di sofferenze quotidiane, perché non diventino gravi”.